A Iulia

Un’onda va e un’altra viene, fissi il loro moto cullandoti nel placido sciabordio rotto dal verso sgraziato dei gabbiani che giocano nel cielo.

Le tue nuvole sono lontane, così piccole dinanzi a questo orizzonte; poi un lampo squarcia la tranquilla routine, e briciole di fuoco si riflettono nell’acqua.

Piombi in un silenzio irreale, ti guardi intorno e senti solo singhiozzi, poi di nuovo un tuono metallico e una scia di luminoso terrore.

Le lacrime si asciugano ancor prima di uscire, la disperazione diventa coraggio e accantoni la paura.

Per un po’ funziona, ma poi arriva la notte con l’ennesima pioggia accompagnata dal canto di morte delle sirene.

Il cuore si gonfia e il respiro diventa un’affannosa tortura, e domani si ricomincia.

Non puoi cedere, hai deciso di rimanere; guardi gli occhi sbarrati della tua vita, e avanzi ricacciando il dolore in fondo al pozzo.

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