La magia di essere speciale

In Italia cucinare è un atto d’amore in cui le tue papille gustative si risvegliano facendo capriole per la gioia, purtroppo lo capiamo solo quando ci troviamo all’estero o nelle oasi infelici come ospedali o simili (lo posso testimoniare dall’alto dei miei fatidici cento giorni trascorsi in un centro riabilitativo 😝☠). Ma il vero miracolo del cibo è la passione che ogni cuoco trasmette e che, come ogni sano desiderio, ti fa superare i tuoi limiti senza neanche rendertene conto, come nel caso di questo chef speciale.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/13/il-cuoco-con-la-sla-che-ha-incontrato-obama-a-milano-mi-ha-proposto-di-essere-curato-negli-usa-ma-voglio-impegnarmi-per-aiutare-la-ricerca-in-italia/3577454/

Paolo è il paziente italiano affetto da sla una malattia terribile – più giovane, ma è un esempio meraviglioso di riscatto perché ha cercato di riaccendere il piacere del buon cibo anche in chi, a causa di un problema di deglutizione che conosco bene anch’io ovvero la disfagia, considerava ormai il mangiare e bere come un atto meccanico e un po’ pericoloso.

Indossando il suo cappello da chef si è trasformato in mago Merlino creando un libro di ricette che ha il profumo della magia delle cose Impossibili diventate realtà.

Il fatto che la diversità sia solo uno status mentis è un mio pensiero che ogni volta si rafforza leggendo notizie come questa.

https://www.corriere.it/salute/disabilita/18_ottobre_03/quando-l-hotel-gestito-ragazzi-disabili-nuove-esperienze-italiane-505694c0-c617-11e8-9c9d-1a34fa855d35_amp.html

Hotel, ristoranti e B&B gestiti da disabili non sono più una utopia e, per una rara volta esportiamo un modello positivo.

Questi ragazzi stanno costruendo un percorso di vita così speciale da superare la normalità.

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Sogno e passione

Wolfgang Amadeus Mozart diceva che la musica non è nelle note ma tra le note e, sentendo questi ragazzi suonare ti rendi conto che non c’è un’affermazione più giusta per definire questa melodia così diversa.

https://amp.tgcom24.mediaset.it/articolo/213/3166213.html

Un’orchestra composta da giovani disabili che non cerca di commuovere nessuno perché sono solo delle persone che stanno coltivando un sogno inseguendo la loro passione.

A Milano si è appena concluso un festival di cortometraggi interpretati esclusivamente da disabili.

http://www.festivaldelcinemanuovo.it/

Lungi dal voler suscitare inutili pietismi questi artisti hanno oscurato la disabilità con la luce della loro arte, dimostrando che la diversità è solo una forma mentis.

Sturm und drang

Come sto? Non so rispondere si o no perché al momento il mio umore vive su un’altalena, emozioni contrastanti si alternano donandomi continui sbalzi d’umore, un giorno sono positiva e quello successivo nuvoloni neri popolano il mio cielo. Forse una nuova avventura mi attende ed io ho paura, troppe volte ho pagato sbagli altrui sulla mia pelle ed ora tremo al solo pensiero del solito esito negativo, ma questo è l’ultimo tentativo.

Domenica ho rispolverato il mio deambulatore e qualche passo lo riesco a fare, certo non è il mio obbiettivo e non lo nascondo, ma sono una fifona e l’idea di perdere questo piccolo traguardo mi spaventa.

Il mio deambulatore, le mie “gambe”.

Fa meno paura buttarsi da 4500 mt che provare una nuova delusione, ma probabilmente lo spirito di un kamikaze abita in me perché ancora una volta ho scelto l’opzione del rischio.

Chiudo gli occhi e spero di non farmi troppo male, ma io so che sto ostentando una serenità che non ho. Spero solo di non infilarmi in un altro vicolo cieco e mi ripeto una frase come fosse un mantra, non può piovere per sempre ( dal film del 1994 Il Corvo).

La bellezza dell’imperfezione

Ogni rosa ha le sue spine ma vivendoci s’impara a non pungersi ed allora resta da ammirarne solo il fascino ed il profumo perché quando un fiore spunta tra i rovi la meraviglia ci riempie gli occhi.

Non sono mai stata una fan dei concorsi di bellezza, ragazze magre ossessionate da ogni tipo di dieta un po’ superficiali e con al seguito madri scatenate, ecco la mia idea di una gara per eleggere la più bella, ma ciò che è accaduto a Milano il 17 settembre 2018 mi ha dimostrato – ancora una volta – che è sbagliato ragionare seguendo il filo del pregiudizio.

https://www.corriere.it/spettacoli/18_settembre_18/miss-italia-2018-carlotta-maggiorana-terza-chiara-bordi-miss-la-protesi-1e3a8462-bad0-11e8-978e-190179f216e9.shtml

Quest’anno due donne che, trasformando la vulnerabilità in forza, hanno vinto una battaglia molto importante che segna un punto di svolta nella loro vita ed accende la speranza in migliaia di ragazze speciali come loro.

Chiara Bordi aveva dodici anni quando un incidente si è portato via le sue gambe “costringendola” ad avere la bellezza del coraggio e, su quel palco la sua protesi era oscurata dalla luce della vittoria sulla sfortuna. Troppo splendore dà fastidio e così molti haters, ma io preferisco definirli vigliacchi, nascosti dietro l’anonimato di uno schermo l’hanno insultata. A Roma queste persone sono definite rosicone perché quando l’uva è troppo alta dicono che è acerba. Invece la diciottenne di Bolzano Giulia Auer ne aveva dieci quando un blastoma al piede l’ha fatta crescere troppo in fretta e lei, lasciando una parte della testa rasata come un indelebile ricordo, ha vinto il titolo di Miss Eleganza mostrando con orgoglio le sue cicatrici.

Essere diversi non è facile ma l’imperfezione può diventare perfezione.

Uno strano ossimoro

È incredibile e forse a parole è difficile da spiegare, ma cercherò di farlo. È universalmente riconosciuto che noi donne siamo strane, anzi dolcemente complicate (Fiorella Mannoia docet ), ma è la mia vita ad esserlo.

Da quando nel 2005 mi sono ammalata ho sempre pensato a me stessa come ad una persona a cui mancava qualcosa, diversa da tutti e credevo di avere i problemi più importanti, quelli veri non le sciocchezze. Intanto camminavo, guidavo ed uscivo la sera, ma mentre sorseggiavo il mio Prosecco a Trastevere guardavo le ragazze su quei tacchi che per me erano ormai off limits con un pizzico di invidia buona perché io non potevo più indossarli.

Nel 2012 è iniziato un percorso che mi ha lentamente portato su una sedia a rotelle che rifiutavo con tutte le mie forze, poi dopo alcuni anni in cui ho esplorato tutte le sfumature di nero della mia anima ho iniziato a risalire dalle profondità in cui mi ero rinchiusa e l’ho fatto grazie a quei cento giorni di ricovero in una clinica che mi ha donato una cosa più importante dell’uso delle mie gambe : la serenità. È così complicato, ho ritrovato me stessa solo dopo essermi persa ed adesso che sto lì, immobile su quella sar mi sento veramente Francesca e non ho più paura di raggiungere i miei sogni.

Guardando indietro vedo solo una ragazza impaurita che si nascondeva nelle pieghe del suo malessere, ma dovevo stare male per sentirmi meglio ed Immobile lo ammiro allo stadio perché io sono in movimento 😉.

Una zattera alla deriva

Cosa significa essere disabili in Italia? Scivoli per salire e scendere dai marciapiedi occupati così come i parcheggi riservati, scale ovunque, mezzi pubblici non adatti o insufficienti, spiagge inaccessibili… Potrei continuare questo triste elenco perché più ci penso e più mi vengono in mente le mille difficoltà che incontro quotidianamente semplicemente per fare una passeggiata a Roma. Maleducazione? Troppo semplice etichettare in questo modo comportamenti irrispettosi verso chi ha bisogno di una sar o di qualsiasi altro ausilio per deambulare, ma di cosa ci stupiamo se i nostri esimi rappresentanti discutono lasciando alle famiglie i problemi reali, il disagio ed il timore.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/14/disabili-fondo-decurtato-di-10-milioni-martina-vergogna-ma-e-boomerang-per-il-pd-il-taglio-e-del-governo-gentiloni/4626516/

Chiacchiere, litigi anticipano il classico scarica-barile e sinceramente non mi interessa di chi sia la colpa perché loro non sanno che la malattia e la disabilità non colpisce solo una persona ma tutti i famigliari, ed ogni piccolo aiuto tolto diventa una goccia di paura che si aggiunge all’oscuro mare di incertezza del mondo del diverso scatenando a volte dalle reazioni che sembrano incomprensibili.

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/cagliari_duplice_omicidio_figli_disabili-3956568.html

Molto spesso però a farne le spese è solo la sfera più intima della famiglia.

http://www.romatoday.it/politica/disabili-gravi-centri-diurni-regione-lazio-risposte.html

Sono notizie che ogni giorno sentiamo distrattamente ma che purtroppo rappresentano ormai la normalità, io spero che non sia sempre un cielo nero e carico di novità nefaste ad accompagnare i diversi perché prima o poi spunterà un raggio di sole a sciogliere il gelo della solitudine.

Settembre

Questo per me è stato l’anno della riapertura del polveroso cassetto in cui avevo rinchiuso i miei sogni iniziando a settembre quando, stanca di sopravvivere ho deciso di seguire la mia passione per la scrittura ed ho aperto questo blog. La parte più difficoltosa è stata rompere le catene di paura che mi bloccavano ed un passo alla volta ho cominciato a togliere le ragnatele che mi tenevano immobile e per il mio compleanno mi sono regalata l’illusione della libertà tuffandomi tra il bianco delle nuvole e l’azzurro del cielo, lo volevo da sempre e questa volta l’ho fatto davvero.

Poi un’altra passione scalpitava e così ho fatto l’abbonamento allo stadio con un piccolo cambio di prospettiva, dalla curva alla tribuna, ma ho rimesso la mia sciarpa al collo e va bene così.

Volevo dedicare a me stessa un po’ di tempo ed al posto della spa ho trascorso cento giorni in una clinica per la riabilitazione. Un percorso molto arduo che mi ha arricchito facendomi riscoprire me stessa e gli altri. Sono passate 365 lune e non ci sono state sempre le stelle ed anche se la mia bussola puntava verso nord mi sono persa e continuo a farlo. Adesso altri desideri da realizzare mi permettono di guardare avanti con più fiducia in me stessa e nel futuro e come un faro illuminano la strada da seguire.

Quando…

Sally cammina per la strada senza nemmeno
Guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
Di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
Ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
Per ogni sua distrazione o debolezza
Per ogni candida carezza
Data per non sentire l’amarezza

Sally – Vasco Rossi

Ci sono dei giorni in cui non lo sai neanche tu se sei triste o felice perché ti senti bene a metà, dentro hai un vuoto ma sorridi e pensi a mille cose, esuli pensieri affollano la tua mente.

Quando ti svegli felice

Quando ti svegli triste

Quando ti commuovi per una bella notizia

Quando il cuore ti scoppia di gioia perché tua sorella realizza il suo sogno più grande

Quando non sai più sognare ed hai paura di farlo

Quando nessuno ti capisce

Quando ti senti sola

Quando pensi al passato

Quando pensi al futuro

Quando le lacrime ti bruciano gli occhi e non sai come si fa a sperare ancora dopo tutte le delusioni che hai ricevuto e, come in un libro di Gabriel García Márquez, anche sforzandoti non cambia niente e perdi la fiducia, ma una piccola luce brilla sempre sepolta dalla polvere delle tue paure con cui hai costruito un guscio che credi ti protegga invece ti isola.

Storie

Ieri era una di quelle domeniche oziose passate a fare zapping, mentre cambiavo svogliatamente canale in cerca di un programma interessante qualcosa cattura la mia attenzione : Campionato Europeo paralimpico di atletica leggera Berlino 2018. Nell’immaginario collettivo un atleta che pratica il lancio del giavellotto è alto e muscoloso invece davanti allo schermo c’erano dei giganti affetti da nanismo per passare a saltatori e corridori amputati, cerebrolesi ed ipovedenti, sono rimasta imbambolata a guardare quelle persone che si muovevano su una pista rossa come fossero magnetiche.

https://www.oasport.it/2018/08/atletica-paralimpica-europei-berlino-2018-nellultima-giornata-trionfi-per-martina-caironi-ed-assunta-legnante/

Lo so, sembro stupida in quanto è dal 2005 che faccio parte delle “categorie protette” e da pochi anni sto in sar (l’acronimo è più cool 😉 ) ma non avevo mai visto delle gare del mio sport. Mi sono commossa quando hanno trasmesso i 400 mt donna e pensavo a quegli atleti vedendo non più donne e uomini ma storie di vita fatte di coraggio, sacrificio e volontà.

Qui non ci sono più perdenti perché tutti hanno già vinto la loro battaglia armati di lacrime e sorrisi brillando come stelle nel firmamento della vita.

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